L’auto elettrica in estate: come organizzare viaggi lunghi in EV

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Le auto elettriche rappresentano il futuro della mobilità, posizione condivisa dai governi di diversi paesi europei che recentemente hanno annunciato un termine massimo per la vendita di vetture diesel e benzina, compreso tra 2030 e 2035.

Per chi vive in città con facile accesso a stazioni di ricarica di tipologia e potenza differenti il problema dell’autonomia limitata non sussiste e può godersi a pieno i vantaggi di un veicolo elettrico, tra cui comfort e spese ridotte per il rifornimento.

Chi invece per forza di cose ha necessità di viaggiare molto in auto con frequenza quotidiana o chi sta organizzando le proprie vacanze a bordo di un veicolo elettrico deve farsi trovare pronto per superare gli ostacoli che naturalmente gli si pareranno davanti, la maggior parte dei quali dettati dalle nostre abitudini, retaggio dell’utilizzo di veicoli endotermici.

Infatti cambiare le proprie abitudini è assolutamente necessario per un utilizzo consapevole di questa nuova tipologia di autoveicoli; di seguito troverai 4 consigli utili:

  1. Pianifica il tragitto in anticipo
    L’autonomia e la rete di stazioni di ricarica sono fondamentali nella scelta del percorso. Occorre dunque pianificare in anticipo le soste per ricaricare la batteria, avendo anche cura di fermarsi con abbastanza autonomia per eventualmente ripartire e percorrere qualche decina di chilometri in più, nel caso la colonnina scelta sia occupata o non funzionante (in pratica è bene avere sempre un “Piano B”).
    La scelta inoltre deve anche essere fatta in base alle proprie esigenze, valutando le diverse colonnine a disposizione in una data area per selezionare quella più adatta alla propria vettura e al tempo a disposizione.
    A questo scopo consigliamo l’utilizzo di aggregatori di settore, in grado di raccogliere su una mappa virtuale tutte le colonnine presenti corredate da informazioni e indicazioni sul tragitto. Il più utilizzato in Italia è NextCharge, che puoi scaricare direttamente da qui e dove puoi trovare censite anche le colonnine del Circuito SEMM by ISCAT.
  2. Porta con te connettori e adattatori
    Fortunatamente il mercato dei connettori per la ricarica elettrica è standardizzato, per cui la compatibilità è assicurata praticamente ovunque nel mondo. Puoi approfondire il discorso sugli standard nella nostra pagina dedicata, consultabile qui.
    Potrebbe tuttavia succedere di dover ricorrere a connessione al di fuori di questi standard, utilizzando magari prese domestiche, ad esempio in strutture ricettive non attrezzate con connettori Tipo2 per la ricarica di veicoli elettrici.
    In questi casi avere con se adattatori per Schuko, prese tripolari industriali interbloccate o il caricatore portatile dato in dotazione con l’auto è un valore aggiunto e permette la ricarica un pò ovunque, anche se a bassa potenza e con tempi dilatati.
  3. Attenzione alla modalità di guida
    Naturalmente i lunghi viaggi in autostrada a velocità sostenuta riducono l’autonomia dell’auto più velocemente, per cui a parità di carica della batteria percorrerai meno chilometri in regime autostradale. Oltre a questo bisogna anche tenere conto di due aspetti fondamentali: evitare uno stile di guida aggressiva e utilizzare il climatizzatore in maniera oculata.
    L’insieme di questi tre fattori infatti, se trascurati, limiterà notevolmente le possibilità di spostamento con la propria auto elettrica dato che l’autonomia sarà ridotta.
  4. Scegli una struttura ricettiva attrezzata
    Il settore turistico è quello più sensibile (e, per forza di cose, al passo con i tempi) rispetto alla mobilità elettrica.
    Moltissime strutture ricettive (hotel, agriturismi, B&B) sono già attrezzate con strutture di ricarica ad uso interno riservate ai propri ospiti.
    Il consiglio è dunque quello di scegliere dove pernottare in funzione della presenza o meno di stazioni di ricarica interne, il cui utilizzo può essere gratuito o a pagamento a discrezione del titolare.

Viaggiare in elettrico può essere estremamente confortevole e stressante allo stesso tempo e, per quanto sia fastidioso, necessita di un cambio di abitudini nella gestione della propria auto.
Ma, se si è disposti a farlo, vi assicuriamo che non tornerete indietro.

Lago Solare si reinventa: un progetto a supporto degli insetti impollinatori

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Dopo dodici anni di attività il parco fotovoltaico Lago Solare di Cervignasco introduce un ulteriore miglioria in chiave ecosostenibile.

Nella seconda settimana di Aprile sono state seminate 6000 metri lineari di essenze allo scopo di incrementare l’attività degli insetti prònubi, importantissimi e responsabili dell’impollinazione, di cui fanno parte anche le api.

Grazie all’interessamento di ISCAT, eVISO, l’azienda agricola Bertero e l’azienda agricola Lovera è stato messo in atto il progetto “Oasi fiorite per la biodiversità”, promosso e realizzato dalla Regione Piemonte in collaborazione con la Fondazione Agrion, attiva nella ricerca e sviluppo in campo agricolo.

Migliaia di metri di essenze, di cui principalmente facelia, sono stati seminati nei corridoi erbosi che separano le strutture di produzione fotovoltaica ad inseguimento che compongono Lago Solare, trasformandolo in un porto sicuro per gli insetti impollinatori in una zona dall’alto valore agricolo.

Aldo Brustolon, che ha seguito in prima persona l’implementazione del progetto nel parco spiega che “In questo caso la sperimentazione della biodiversità viene fatta all’interno di parchi fotovoltaici a terraL’obiettivo è quello di arricchire gli ambienti agricoli di superfici con fioriture che riescano a garantire un approvvigionamento di alimenti per gli insetti pronubi, indispensabili per l’impollinazione. Iscat ha aderito con il Lago Solare, ed eVISO ha coinvolto l’azienda agricola Bertero, storico cliente, per allargare la sperimentazione”.

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L’azienda agricola Bertero all’opera
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Il momento della semina fra gli inseguitori fotovoltaici
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Il team ISCAT supervisiona la semina

Il progetto

Il tema della conservazione della biodiversità e della salvaguardia degli insetti impollinatori è venuto a galla già da diversi anni e finalmente iniziano a essere ideate e messe in atto diverse iniziative, tra cui appunto il progetto “Oasi fiorite per la biodiversità”.

L’impollinazione è fondamentale per il settore agricolo e allo stesso tempo per tutto il nostro ecosistema: occorre quindi arricchire le zone agricole e gli ambienti urbani con porzioni di terreno ricche di fioriture che riescano a fornire un ottimo approvvigionamento di alimenti per le diverse popolazioni di insetti in diversi periodi dell’anno.

La riproduzione delle piante selvatiche così come quella delle colture sono estremamente dipendenti dal processo di impollinazione che di conseguenza influisce su una larga parte degli alimenti di cui ci nutriamo. Di conseguenza la salute degli insetti impollinatori interessa, oltre agli apicoltori, anche gli agricoltori e gli allevatori. A causa dei cambiamenti climatici e di altri fattori di natura comunque antropica, la sopravvivenza dei pronubi non è mai stata più a rischio: circa il 40% delle specie di invertebrati come api e farfalle rischiano di scomparire. Infatti quasi il 10% delle specie di api europee sono a rischio estinzione.

L’obiettivo del progetto è quindi quello di ripensare e ristrutturare il nostro territorio per garantire il cibo necessario per la sopravvivenza degli insetti impollinatori, tra cui le api domestiche e i loro parenti selvatici.

Promosso dalla Regione Piemonte e dalla Fondazione Agrion con l’adesione di ISCAT ed eVISO, “Oasi fiorite per la biodiversità” rappresenta un passo nella giusta direzione in piena sintonia con gli obiettivi della Agenda ONU 2030. Ognuno può fare la propria parte per aiutare gli insetti impollinatori nella propria zona, al sito https://www.agrion.it/oasi-fiorite-per-la-biodiversita/ è possibile trovare consigli per trasformare i propri giardini e cortili in piccole oasi fiorite ospitali per i pronubi.

L’auto elettrica in inverno

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L’inverno e le basse temperature sono arrivate già da diverso tempo e chi possiede un’auto elettrica probabilmente si è accorto che l’autonomia è progressivamente calata mano a mano che la temperatura esterna è scesa.

Si tratta di un fenomeno ben noto e che non ha nulla a che fare con il degrado della batteria. Infatti, con il ritorno della bella stagione, l’autonomia tende a salire nuovamente.

Le auto elettriche, come sappiamo, “patiscono il freddo”, in alcuni casi anche in maniera sensibile. In queste condizioni, l’energia elettrica accumulata dalla batteria viene utilizzata sia per riscaldare l’abitacolo, sia per portare le celle alla giusta temperatura, e ciò si traduce in un aumento dei consumi. Gli accumulatori, infatti, devono essere mantenuti entro un preciso range di temperature per poter funzionare al meglio.

Al di sotto di una certa temperatura, le reazioni chimiche avvengono più lentamente e quindi la batteria perde di efficienza. Il freddo, dunque, porta ad un calo dell’autonomia e pure della potenza massima a cui il veicolo può essere ricaricato in corrente continua DC.

Proprio per questo, molte auto elettriche dispongono solitamente di un sistema che va a preriscaldare il pacco batteria per consentire la massima resa possibile. I modelli più recenti possono anche montare la pompa di calore che ottimizza i consumi del sistema di climatizzazione, limitando la perdita di autonomia.

Utilizzando un range di temperature pari a 21° nella bella stagione e tra 1° e 7° della stagione invernale, la perdita di autonomia è mediamente tra il 15% e il 20% del totale, con differenze anche sostanziali in base a modello e costruttore.

Per proteggere la batteria, molte auto limitano la potenza massima di ricarica fino a che l’accumulatore non raggiunge una temperatura adeguata. Se l’auto dispone del sistema di precondizionamento è consigliabile preriscaldare l’accumulatore prima di avviare il processo di ricarica. In alternativa, è consigliabile effettuare il rifornimento di energia al termine di un viaggio.

Se disponibile è meglio utilizzare i sedili riscaldati che consumano meno energia del climatizzatore. Se possibile è anche consigliabile diminuire la frenata rigenerativa che potrebbe comunque essere ridotta fino a che la batteria non si scalda. In casi estremi, una frenata rigenerativa eccessivamente potente potrebbe portare a reazioni impreviste dell’auto. E per chi possiede una Tesla, il suggerimento è quello di lasciarla collegata ad una presa di corrente. Avendo un sistema di gestione termica della batteria attivo, l’auto utilizzerà l’energia della rete elettrica e non quella della batteria.

Come ogni batteria inoltre è consigliabile evitare di esporre la propria auto elettrica alle rigide temperature della notte invernale sistemandola in un luogo riparato.

CLICCA QUI  per ulteriori informazioni riguardo il mondo della mobilità elettrica o CHIAMACI allo 0175 44648/2 per supporto o approfondimenti.

Diritto di Licenza 2022: scadenza entro il 16 Dicembre 2021

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Si ricorda a tutti i produttori di energia elettrica con impianti aventi potenza nominale superiore a 20 kW, di effettuare nei confronti dell’Agenzia delle Dogane il versamento annuale per il rinnovo di Diritto di Rilascio della Licenza di Officina Elettrica relativo all’anno 2022, che può essere effettuato dal 1° al 16 Dicembre mediante modello F24.

Come ogni anno, i clienti ISCAT riceveranno a breve copia del modello F24 precompilato per il suddetto adempimento.

L’ importo da versare è di:

  • € 23,24 se l’energia prodotta viene utilizzata dallo stesso produttore (autoconsumo);
  • € 77,47 se l’energia prodotta viene destinata ad uso commerciale (SEU).

Qualora non si effettui il pagamento suddetto si rischia di incorrere in sanzioni e successiva revoca della licenza.

Inoltre, in previsione della presentazione della dichiarazione annuale di produzione e consumo dell’energia elettrica, da trasmettere entro il mese di Marzo all’Agenzia delle Dogane, si ricorda che ISCAT fornisce come servizio la presa in carico di tutti gli adempimenti fiscali a cadenza annuale.

Si consiglia conseguentemente di annotare la lettura dei contatori di produzione e scambio al 31 Dicembre 2021.

CLICCA QUI o CHIAMACI allo 0175 44648 per un preventivo gratuito.

3° Edizione – raduno ed esposizione di veicoli elettrici – Fiera del Parco di Stupinigi

Domenica 3 ottobre 2021 nell’ambito della “Fiera del Parco di Stupinigi” a partire dalle ore 10.00 sarà possibile conoscere e sperimentare in prima persona il nascente mondo della mobilità elettrica, sempre più popolare tra i cittadini ma dalle implicazioni ancora sconosciute ai non addetti ai lavori.

L’occasione di incontro con l’evoluzione della mobilità sostenibile avverrà grazie alle aziende saluzzesi ISCAT ed eVISO, che presenteranno le ultime novità del progetto SEMM a servizio degli automobilisti, e all’azienda torinese MOVEGREEN, che si sta impegnando a diffondere nell’area metropolitana di Torino nuove forme di mobilità individuale come ebike e monopattini elettrici.

Durante la giornata si potranno conoscere da vicino le novità che riguardano il settore tramite la presenza di diverse auto elettriche con le quali sarà possibile prenotare un test drive con conducente oltre alla possibilità di salire in sella e testare alcune tra le ebike di ultima generazione.

Si tratterà di un evento all’insegna del rispetto dell’ambiente, con l’obiettivo di promuovere una maggior sensibilità verso la riduzione delle emissioni dannose, oltre che rappresentare un’occasione per scoprire le bellezze del Parco di Stupinigi e della natura che lo circonda.

Basterà infatti registrarsi presso l’apposito punto di accettazione a cura di eVISO dove sarà possibile oltre tutto valutare l’offerta commerciale per la fornitura di energia elettrica, sia domestica che aziendale, in chiave “green”.L’iniziativa rientra nell’ambito di un progetto di valorizzazione dell’economia sostenibile, rivolta all’esaltazione del territorio e delle sue attività produttive, senza tralasciare il rispetto dell’ambiente e delle sue peculiarità.

ISCAT sostiene la candidatura della città di Saluzzo a Capitale della Cultura 2024

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Saluzzo e le Terre del Monviso sono ufficialmente candidate al titolo di Capitale italiana della cultura. Saluzzo insieme alle Terre del Monviso ha avviato il percorso di candidatura nel dicembre 2020 e, pochi giorni dopo, ha dato il via ai lavori per la realizzazione del dossier.

In questi mesi sono stati raccolti numerosi sostegni alla candidatura, a partire dal patrocinio della Giunta della Regione Piemonte, quello del Consiglio Regionale della Regione Piemonte e infine quello della Provincia di Cuneo. Tre avalli significativi che manifestano il pieno appoggio dell’interno Piemonte al lavoro di Saluzzo Monviso 2024, primo territorio a candidarsi con un progetto incentrato sulla montagna, i giovani e la cultura.

A questi Enti si affiancano le numerose realtà pubbliche e private che hanno voluto far parte del percorso: dal 4 dicembre 2020 hanno già manifestato il loro sostegno alla candidatura oltre 50 enti pubblici e privati, locali e nazionali, e 30 aziende che hanno scelto di appoggiare Saluzzo Monviso 2024.

Ognuno contribuisce, chi partecipando agli incontri e mettendo la propria esperienza al servizio del progetto, chi fornendo servizi, chi ancora esponendo il logo in ogni comunicazione. Un lavoro di squadra che restituisce appieno come quella di Saluzzo

ISCAT fa orgogliosamente parte di questo nutrito gruppo di aziende del territorio che si adopereranno nel prossimo futuro per sostenere la candidatura.

Il prossimo appuntamento per la costruzione del dossier si terrà a Saluzzo il 10 settembre, con un town meeting generale in cui ci confronterà su quanto raccolto in questi mesi durante gli incontri digitali e in presenza con gli abitanti dei territori.

Per ulteriori informazioni consulta l’apposito sito internet.

Nuovo prodotto per la ricarica aziendale, la wallbox trifase con potenza 11 kW o 22 kW

Siamo lieti di annunciare l’ampliamento della nostra offerta dedicata alla ricarica privata. Abbiamo sviluppato e siamo finalmente pronti a commercializzare la wallbox Serie ENTRY trifase con potenze da 11 kW oppure 11/22 kW selezionabile.

Molti di Voi ci hanno chiesto nei mesi passati la possibilità di ricaricare la propria auto con una potenza di 11 kW trifase in ambienti domestici e, perlopiù, aziendali. La nuova aggiunta alla Serie ENTRY permette una ricarica a media velocità tenendo bassi i costi di fornitura e di installazione. Pensata per le installazioni a valle di contatori trifase di almeno 17 kW, questa nuova wallbox è adatta a servire ogni tipo di auto elettrica equipaggiata con connettore Tipo2 e caricatore da 11 kW, Tesla su tutte.

Come per tutta la Serie Entry, sarà possibile richiederla con o senza il sistema di Power Management, per il monitoraggio e l’erogazione della sola potenza disponibile.

Una versione personalizzata della stessa è anche disponibile con un comodo interruttore in grado di selezionare 2 taglie di potenza: 11 kW (trifase 16A) o 22 kW (trifase 32A), pensata per i clienti aziendali con necessità di ricaricare in tempi ristretti automobili della gamma Renault o Audi E-Tron.

Potete trovarla nel nostro catalogo, aggiornato nel mese di Aprile, consultabile qui oppure contattaci per maggiori informazioni.

Integrazione tariffa di occupazione dei parcheggi riservati alla ricarica elettrica

Su richiesta delle pubbliche amministrazioni e per adeguarsi alle pratiche commerciali condivise da tutti gli operatori del settore della mobilità elettrica verrà implementata, a partire dal mese di Maggio, una tariffa per l’occupazione degli stalli riservati alla ricarica elettrica.

Questa sarà attiva solamente sulle soste oltre le 5 ore: a partire quindi dallo scoccare della quinta ora verrà applicato un costo orario di € 1,00 (IVA compresa) per ogni ora di occupazione successiva del parcheggio, fino ad un massimo di importo pari a € 5,00 (IVA compresa).

Questa misura verrà messa in atto principalmente per contrastare l’occupazione dei parcheggi riservati anche oltre il termine della ricarica dell’auto: il numero di veicoli elettrici serviti dal circuito SEMM by ISCAT è cresciuto esponenzialmente ed è nostro dovere poter garantire il servizio a tutti.

Chiediamo quindi a tutti i nostri clienti un uso responsabile delle strutture di ricarica semplicemente cercando di lasciare il posto ad altri utenti una volta terminato il proprio approvvigionamento, in modo da renderle più fruibili per tutti.

Approfondimento: come calcolare i tempi di ricarica di un’auto elettrica

Capire esattamente quanto tempo è necessario per ricaricare un’auto elettrica è utilissimo: anche per incoraggiare chi si avvicina al mondo degli EV con circospezione.

La cosa, però, può rivelarsi un affare estremamente complicato. Il motivo è che non esiste un modo semplice per dare una risposta precisa al 100%, in quanto nel calcolo rientrano molti fattori.

Per esempio la temperatura esterna: se fa troppo caldo o troppo freddo, l’operazione sarà rallentata. Poi c’è il livello di carica residua nella batteria e persino le caratteristiche del cavo con cui collegate l’auto alla presa ha la sua importanza. In caso di ricarica a casa, i 220 V delle prese domestiche, la cui potenza elettrica erogata è in genere attorno ai 3 kWh, rappresentano il caso che richiede più tempo per il rifornimento. E siccome potenze basse implicano tempi di ricarica più lunghi, per ripristinare l’autonomia di un’auto elettrica da una presa Schuko possono servire giorni interi.

In tutti i metodi di ricarica va poi considerato che parte dell’energia se ne va dispersa sotto forma di calore, invece di entrare nel pacco batterie, e altra ne viene impiegata per mantenere le batterie entro un range di temperature ottimale.

Per tenerne conto, si può stimare che almeno il 10% della corrente vada dispersa, per cui se la vostra Tesla con pacco batterie da 100 kWh è a metà serbatoio potete stimare che per recuperare i 50 kWh mancanti servano almeno 55 kWh e per completare il rifornimento da una presa che eroga 3 kWh serviranno oltre 18 ore (55:3).

Certamente le Wallbox dedicate, come quelle illustrate sul nostro catalogo, permettono di accelerare i tempi.

Le colonnine pubbliche raggiungono in genere potenze più elevate. Ma qui bisogna fare un’importante distinzione tra quelle in corrente alternata e quelle in corrente continua.

In genere, le colonnine in corrente alternata possono arrivare a potenze di 22 kW, ma qui entra in gioco il caricabatterie di bordo della vostra auto, che funziona come un collo di bottiglia. Con questo tipo di colonnine (così come dalle wallbox e dalle prese domestiche) il caricabatterie è costretto anche a trasformare la corrente alternata in corrente continua: l’unica che la batteria sia in grado di accumulare.

Per questo, se anche la potenza della colonnina fosse superiore, il minimo tempo necessario per il rifornimento della vostra auto elettrica sarebbe dato dai kWh necessari (di nuovo aumentati di circa il 10% per tenere conto delle perdite) divisi per i kWh di cui è capace il caricabatterie installato sull’auto (in genere da 6 a 12 kWh, a seconda della marca e del modello).

Diverso è il discorso dalle colonnine Fast Charge, che funzionano in corrente continua e possono quindi aggirare il collo di bottiglia costituito dal caricatore dell’auto.

Tuttavia, per prevenire usura precoce e surriscaldamento, il trasferimento di energia alla batteria viene di molto rallentato quando questa è al di sotto del 20% della carica oppure al di sopra dell’80%. Ecco perché i costruttori dichiarano sempre tempi record in quel preciso intervallo. Se per arrivare all’80% avete impiegato 30 minuti, potreste impiegarne altrettanti – se non di più – per arrivare al 100%.